sabato 6 ottobre 2007

Non mi fido

Gli amici (ma soprattutto i parenti…) mi prendono in giro per la mia ossessione nella lettura delle etichette dei prodotti alimentari. Solitamente, quando vedo quei numerini tipo E412 (ovvero guar gum, cioè additivo addensante usato in gelati budini dessert bevande al cioccolato, salse, conserve di pesce) storgo il naso e rimetto il prodotto sul bancone.

Quando poi leggo che la commissione Europea ha trovato tracce di diossina in vari prodotti alimentari e che la contaminazione è dovuta a un additivo addensante, il guar gum (farina di guar) distribuito, in esclusiva, in tutta Europa da Unipektin, un'azienda svizzera, ditemi voi se faccio male a rimettere quei prodotti dove li ho trovati !

La commissione ha rilevato che per ogni grammo di guar gum, ci sono 406 picogrammi di diossina; il massimo consentito dalla Commissione europea varia da 1 a 6 picogrammi, in relazione al tipo di prodotto. Maggiori informazioni le trovate qui e qui.

Io non mi fido e quando posso faccio da me. Quindi

oggi cucino

Treccia di Pan Brioche ripiena

Col pane tutti i guai son dolci.
(Proverbio)



550 g farina
250 g latte
50 g olio di oliva
1 cucchiaio zucchero
1 cucchiaino sale
1 cubetto lievito di birra
1 uovo
1 tuorlo (x spennellare)
100 g speck
100 g asiago

1 Impastare la farina con il latte tiepido, il lievito, l'olio, l'uovo, lo zucchero ed infine il sale, fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Coprire l'impasto e lasciare lievitare 1 ora circa.
2 Tritare lo speck e il formaggio.
3 Quando l'impasto è lievitato e raddoppiato di volume, farlo sgonfiare, dividerlo in 3 parti e tirare 3 rettangoli.
4 Su ogni rettangolo stendere il formaggio e lo speck e chiudere delicatamente formando 1 cilindro.
5 Intrecciare i cilindri tra loro formando una treccia. Lasciare lievitare ancora per 30 minuti, poi spennellate la treccia con il tuorlo sbattuto e cuocete in forno caldo a 200° C per circa 30 minuti.

Avrete un pane sostanzioso splendido da vedere e ottimo da mangiare!

Consiglio: Io solitamente faccio lievitare l'impasto in forno tiepido spento, coperto da un canovaccio umido

4 commenti:

marinella ha detto...

Mia cara, hai ragione da vendere!
Io ho imparato a leggere le etichette perchè sono diventata intollerante a un sacco di cose. Adesso che studio naturopatia leggo ancora di più. Ho già eliminato tutti i prodotti Barilla, Mulino Bianco, Knorr, non uso ammorbidente, ne brillantante nella lavastoviglie,non uso niente che contenga glutammato monosodico, ecc... quando vado al supermercato mi occorrono ore...
Purtroppo ci propinano troppi additivi e questo ci crea dei danni, ci usano come cavie.

Orchidea ha detto...

Bello il tuo pan brioche... sono d'accordo con te sugli additivi, anch'io ho iniziato a leggere più accuratamente gli ingredienti e spesso evito di comprare un prodotto se vedo questi numerini che non mi piacciono.
Ciao.

semidipapavero ha detto...

Non so ma a me le sigle degli additivi terrorizzano, perchè quello che non conosci a volte spaventa, ma è come avvertire la presenza della potenza altrui su noi piccoli consumatori. Queste notizie fai bene a divulgarle. Il tuo pan brioche è meraviglioso.

Excalibur ha detto...

Hai proprio ragione...ad avercelo il tempo però!Bellissimo il tuo pan briosche!Che fame!

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